Rosanna Fanelli Medina - Presidente Associazione Sviluppo Donne Imprenditrici - Parliamone...

venerdì 25 febbraio 2011

RAFFAELLA MILANDRI: La viaggiatrice solitaria parte per il Camerun


La viaggiatrice solitaria parte per il Camerun.
Sperando che i venti di rivolta africani evitino il Paese


Parte giovedì 24 febbraio alla volta del Camerun la viaggiatrice solitaria Raffaella Milandri,
che con le sue foto e filmati riporterà un'altra preziosa testimonianza sui popoli indigeni in estinzione.
La Milandri infatti si batte per i diritti umani dei popoli indigeni.


Dopo BoscimaniIndiani d'America, tribù primitive dell'Orissa è ora la volta dei Pigmei africani.
"Sono vittime della deforestazione, i loro villaggi si spostano sempre più verso il Congo per rimanere nel cuore
della foresta, che sta scomparendo-dice la Milandri-Un popolo meraviglioso dalle tradizioni antichissime"
Il viaggio sarà particolarmente arduo: da un lato le difficoltà fisiche di raggiungere i villaggi, con giorni di cammino
nella foresta a rischio di malaria e serpenti; dall'altro la difficile situazione africana, dove un vento di rivoluzione
infiamma uno Stato dopo l'altro. 


" Ho avuto rassicurazioni dalla Unità di Crisi della Farnesina, attraverso l'Ambasciata Italiana a Yoaunde;
la situazione pare sotto controllo" dice la viaggiatrice solitaria.
Il 23 febbraio infatti ci saranno manifestazioni promosse a Douala contro il Governo dal nazionalista di opposizione Mboua Massok.




Le autorità  hanno previsto solo il normale controllo di polizia sui manifestanti, con  consegne precise di non reagire alle provocazioni.La viaggiatrice solitaria Raffaella Milandri è stata recentemente ospite di Maurizio Costanzo a Bontà Loro
http://www.youtube.com/watch?v=zj1bqRrv2ig 
Anche questo viaggio sarà in diretta su Facebook, seguito da migliaia di persone.

domenica 20 febbraio 2011

UN SOGNO DI TORTA E FRITTA E MARZAPANE


 Per il ciclo "Le interviste di Silvia"
La protagonista di oggi è Beatrice, autrice televisiva e scrittrice.
Vivace, ironica, alla sua prima opera letteraria che subito si rivela un successo.
La contatto e si rende subito disponibile a fare quattro chiacchiere con noi
Silvia Ramilli


Ci racconti qualcosa di te? Chi è Beatrice?
Innanzitutto una donna, una ragazza e anche una bambina, anche se non necessariamente in
quest'ordine.
La fatica di descriversi per quello che si è nel presente è davvero tanta, vien più facile dire quello che si è fatto: laureata in lingue alla Statale di Milano; mentre finivo gli studi ho lavorato come impiegata in un'azienda informatica.
Quando finalmente ho avuto l'assunzione a tempo indeterminato e la laurea in mano ho capito che non potevo aver già finito le aspirazioni a 30 anni, quindi  ho dato le dimissioni e ho impresso una brusca sterzata alla mia strada.
Dopo due corsi per sceneggiatori presso la RAI e il CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA e qualche anno di estrema penuria, bene o male ci sono riuscita.
Scrivo anche un romanzo che inaspettatamente piace subito agli editori cui viene proposto e inizio a lavorare come sceneggiatrice.

Come nasce "Un sogno di torta fritta e marzapane"?

L'idea nasce dalla voglia di raccontare il mondo com'era quando ero bambina.
Negli ultimi 20 anni la vita è cambiata moltissimo, la facilità di comunicazione che c'è oggi ha stravolto la concezione del mondo e anche noi che c'eravamo prima di internet e dei cellulari quasi non ce la ricordiamo più.
Mi sono immersa nella nostalgia dei primi anni '80 e ho scoperto che avevo tantissimi ricordi molto netti di quell'epoca benché fossi abbastanza piccola, così sono nati i primi capitoli del romanzo.
Poi rileggendoli mi sono resa conto che quella visione nostalgica, poetica, un po' sfocata,
poteva risultare stucchevole per tutto un romanzo e ho inserito la metà contemporanea, che è decisamente più brillante, lucida, a volte anche acidula, anche se il fondo dolce del libro è rimasto, a partire dalla copertina.

Ho letto il libro tutto d'un fiato e mi sono divertita moltissimo.
Ilaria e Miro i protagonisti inseguono un sogno, scrivere era il tuo sogno?

Grazie, grazie anche per aver notato che nella parte degli anni '80 il protagonista è Miro, un uomo di mezz'età, e la bambina è solo la narratrice.
Questo per me è importante, perché la storia che racconta il mio romanzo è una storia universale: anche i sogni muoiono, bisogna indossarli per tenerli in vita, come si fa con le perle.
Probabilmente scrivere era il mio sogno, anche se non lo sapevo bene nemmeno io.
Ci ho messo un po' a capirlo, e mi sono tenuta ancora un buon margine di sogni ancora da realizzare.

Hai incontrato delle difficoltà nella realizzazione dei tuoi obiettivi?
La mia carriera professionale da sceneggiatrice e scrittrice è iniziata tardi e questo per colpa mia, che ho fatto tutt'altro fino ai 30 anni.
La difficoltà principale di questo ambito, però, non è legata tanto a questioni anagrafiche quanto all'accesso alla professione.
L'attività di sceneggiatore è un misto fra arte e tecnica professionale e questo lo rende un lavoro atipico.
 Non si mettono inserzioni per cercare sceneggiatori, nè si inviano curricula per candidarsi. 
Si accede al lavoro tramite dei test che non sono pubblici, ma su invito, quindi finchè non conosci nessuno nell'ambiente ne rimani fuori, è impermeabile.

Riuscire anche solo a farsi valutare è già un successo. 
Ci sono molte donne sceneggiatrici, però anche in questo ambiente è più facile che i progetti siano guidati da uomini, che - non riesco ancora a capire come mai - sono considerati più creativi.
In particolare le donne che hanno una scrittura comica o di commedia brillante come me sono delle vere rarità e spesso vengono guardate con diffidenza.
Io, però, devo ammettere che conto un po' su questa povertà di presenze femminili per poter fare la differenza.
Ci sarà anche un vantaggio ad essere donna, no?


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Se parlassi di progetti significherebbe che sono padrona di quello che sta per succedere, e invece sono sempre portata dagli eventi.

Al momento sto lavorando come sceneggiatrice per una nota sit-com in cui si bevono
molti caffè e poi cerco di scrivere il mio secondo romanzo, del quale sono a pagina 9 da mesi (ma mi sta crescendo in testa) e che sarà molto diverso dal primo, anche se sempre con toni leggeri e brillanti.

Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l'avventura di inseguire i propri sogni?
Mi fanno spesso questa domanda e ogni volta do una risposta diversa, evidentemente non sono così sicura di quale sia la ricetta.
Oggi il mio motto è: "Pensarci tanto prima e niente dopo", insomma, io cerco di coltivare fragole e orchidee, ma non ansie.

Un augurio alle nostre socie?
Più che un augurio darei un consiglio: selezionare pochi obiettivi difficili, ma realizzabili e tenerli sempre davanti agli occhi.
L' anno scorso ne ho scelti 8, li ho scritti su foglietti a cuore e li ho infilzati sulla lavagnetta di sughero che ho in ufficio.
Alla fine dell'anno ne avevo ottenuti 5 su 8 e mi considero molto soddisfatta.
Non è un rituale magico, ci vuole anche fortuna, ma alzare gli occhi e vedere qual è lo scopo
delle tue fatiche ti aiuta a tener duro ancora un po'.


mercoledì 16 febbraio 2011

LA PASSIONE IN MINIATURA


Per "Le interviste di Silvia", questa settimana vi proponiamo ELISABETTA CROCE.
Di Silvia Ramilli

Ecco a Voi la prima delle interviste realizzate a MINIATURITALIA.
"Protagonista di quest'intervista è Elisabetta.
Mi hanno colpito subito le sue realizzazioni, precise, particolareggiate nonostante le ridottissime dimensioni.
Raramente ho visto lavorare le paste sintetiche così bene, decido di fermarmi e parlare un po' con lei.

Quello che traspare subito sono l'entusiasmo e la positività di questa vulcanica trentenne che ha trasformato l'hobby di ragazzina in un' attività a tempo pieno in un settore decisamente difficile".
Silvia
Chi è Elisabetta? 
Una ragazza  di 30 anni apparentemente senza grandi possibilità di successo, se non fosse per una passione coltivata con costanza e fiducia dall'età di 18 anni, per quello che è il mondo delle miniature!!
Costante e impaziente, affidabile anche se spesso distratta.
Fidanzata da giovanissima ora mamma di due spendidi bambini Shui e Ray di 6anni e di 5 mesi  ai quali dedica tutto il suo tempo...
sempre piena di idee ed entusiasmo, convinta che volere sia potere in ogni campo!

Come nasce le Molecole?
Ho iniziato a 18 anni a fare cibi in miniatura e per anni ho lavorato per "Cosediunaltromondo", poi partecipai come visitatrice alla 1° edizione di Miniaturitalia e rimasi affascinata da tanti talenti,  mi ricordo come fosse ieri  che rimasi impressionata da Elisa Fenoglio (notissima creativa del settore)  per  la luminosità del suo tavolo e per la semplicità e l'umiltà con la quale mi ha accoltasebbene non fossi  ancora nessuno  nel  campo della miniatura.
Da quel giorno il mio obbiettivo divenne "esporre a Miniaturitalia".
Dopo una parentesi  dovuta alla nascita del mio primo figlio  nel 2008 partecipai a Miniaturitalia come "bet miniature", avevo pochi pezzi ma tanta voglia di riscontri...che arrivarono, un sacco di persone apprezzarono il mio lavoro.
L' edizione seguente andò ancora meglio così presi coraggio e partecipai alla fiera di Parigi "la Simp"  con un' amica Antonella  e mio marito creò il logo “LE MOLECOLE”
Purtroppo non durò molto questo sodalizio, e oggi sono la sola titolare di LE MOLECOLE.

Hai trasformato un hobby in un lavoro a tempo pieno,briesci a divertirti ancora quando crei le tue bellissime miniature??
Assolutamente si anche se questo veniva meno quando mi si commissionava di un pezzo svariate quantità!!
Anche adesso invece preferisco applicarmi per  ottenere il massimo da ogni singolo pezzo perdendo magari in quantità, ma guadagnando sicuramente in qualità.
Mi entusiasmo e mi soddisfo solo se il risultato finale è  il più possibile  reale!
Tutto ciò che vedo esposto nelle vetrine di negozi mi ispira, ogni colore, gusto, stagione mi fa venir voglia di creare piacevoli composizioni.
Per me è molto di più che realizzare oggettini in miniatura.
Se non fosse così appassionante non potrei ottenere questi risultati..!!!
Ma oltre che divertente è un lavoro e quindi anche faticoso.
Ma questa è un'altra storia.

Le tue miniature sono in scala davvero ridotta, come le realizzi?
Tanti mi chiedo se uso la lente, per il momento no, ma la vista purtoppo ne risente.
Mi chiedono anche se sia fimo o cernit (paste sintetiche – n.d.r) , tanti credono che ci sia cera o quant'altro.
Prediligo il cernit per una questione di tonalità ma uso anche il fimo.

Quello delle miniature è un mercato di nicchia,riscontri difficoltà nel condurre la tua attività?
Certamente non è semplice, non è un ramo in espansione soprattutto in Italia, bisognerebbe viaggiare, investire, distinguersi.
E' un mercato non comune, dispendioso e non indispensabile.
All'estero è un mercato molto più diffuso.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non amo viaggiare ma lo farò, a Giugno andrò a Parigi, probabilmente a Dicembre a Londra, il massimo sarebbe partecipare a Chicago il prossimo anno, è una fiera molto importante .
C'è chi mi propone di fare Workshop ma io sono contraria.
Mi sembra un po’ presto per rivelare i miei segreti, ma in futuro vorrei fare una collana  di libretti a fascicoli, ho già tutto in testa...
Per il momento devo ancora dare tanto e spero ricevere tanto ancora.


Cosa consiglieresti a chi volesse trasformare la passione per le paste sintetiche in una attività?
Di buttarsi, di crederci, di non accontentarsi mai!!!
Magari iniziare come alternativa al proprio lavoro, in base alle proprie possibilità.
Le idee nuove vengono sempre premiate poi quando il cuore chiama bisogna seguirlo anche per quanto riguarda il lavoro!!!

Un saluto e un pensiero alle nostre socie di SVILUPPO DONNE IMPRENDITRICI.
Saluto tutte le Donne che hanno avuto la gentilezza di ascoltarmi.
Le Donne che io ammiro tanto per forza e sensibilità, solo noi conosciamo il meglio di noi stesse e sta a noi esprimerlo...sempre!!!
grazie ancora
Betty



lunedì 14 febbraio 2011

UN SOGNO DIVENTATO REALTA'


Silvia Ramilli per 
Sviluppo Donne Imprenditrici

Vi presento Irene, proprietaria del Bed & Brekfast Valdirose di Lastra a Signa (FI)
Irene è una ragazza estremamente positiva, determinata piena di idee e progetti che trasforma in realtà in questo posto splendido.
La sua tenacia è stata premiata con la pubblicazione da parte del fotografo Stefano Scatà (noto a livello internazionale) sul proprio sito delle foto del Valdirose.


Silvia



Chi è Irene?
Una giovane donna che ha fatto delle proprie passioni un lavoro. l''arte del ricevere” e la “decorazione” sono il mio motore quotidiano
  
Come nasce Valdirose?
L'ospitalità è da sempre motivo di orgoglio della mia famiglia : la nostra residenza è sempre stata aperta ad amici e parenti per feste cene, ed ogni altra occasione .
Dal 2007 abbiamo trasformato questo che era il destino del Valdirose in un lavoro aprendo le porte di casa anche ad ospiti esterni.

Hai sempre avuto la passione per la vita e lo stile di campagna?
Non saprei rinunciare a vivere vicino alla campagna.
Ho la fortuna di abitare a 15 minuti dal centro ma di avere campi e boschi a due passi.
Una vera fonte di ispirazione e benessere. La natura mi aiuta a ricordare come ogni giorno sia inutile cercare di ricreare la spontaneità: si deve necessariamente averla.
In più sono i luoghi dove ho trascorso la mia infanzia . Conosco ogni albero ed ho ricordi legati ad ogni stradina... come potrei rinunciarci?!
 
Tu hai due altri due grandissimi interessi, la fotografia e la decorazione, come si conciliano i tuoi hobby e il tuo lavoro?
Sono un tutt'uno.
La fotografia e la decorazione sono spesso una passione che condivido con i miei ospiti e da tempo sto dedicandomi al progetto di un libro che parli proprio di questo


 Hai incontrato difficoltà nella realizzazione della tua attività?

Sicuramente la ristrutturazione è stata un momento difficile.
Io sono una perfezionista e mettere d'accordo artigiani ed operai è stata una vera e propria impresa!


Quali sono i sogni e i progetti di Irene?
Nonostante la mia anima poetica io non sono una sognatrice, preferisco avere più progetti che sogni.
Il “mio libro” è il progetto che porto nel cuore da tempo spero presto di poterne parlare con più precisione.

Hai qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere una professione come la tua tua?
L' unico consiglio che posso dare è quello di farlo e non di sognarlo.
la maggior parte delle persone che conosco sognano di fare il mio lavoro ma nessuna di queste ha mai pensato di farlo veramente.

Un augurio alle nostre socie per questo 2011?
Auguro che tutte le aspettative vengano soddisfatte

domenica 13 febbraio 2011

Unioncamere: Le imprese femminili crescono di più e resistono meglio alla crisi



Dal film: "Il Diavolo veste Prada"
“C’è un bisogno estremo di forze nuove e dinamiche, capaci di guardare la realtà con occhi diversi, più coraggiosi e determinati, come sono le imprenditrici” il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, commenta così i risultati del 2° Rapporto Nazionale sull’Imprenditoria Femminile, realizzato proprio da Unioncamere con la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Pari Opportunità. Secondo Dardanello “Le donne sono una risorsa che ancora non riusciamo a valorizzare come dovremmo e che, invece, può rivelarsi uno dei driver vincenti per il nostro sviluppo nei prossimi decenni. Un loro maggiore coinvolgimento nel mondo del lavoro è indispensabile al sistema-Paese”. In effetti i dati raccolti dal Registro delle imprese delle Camere di commercio parlano chiaro e tratteggiano il profilo di imprese (1,4 milioni di aziende) che crescono di più di quelle maschili e che sanno meglio affrontare la crisi. “Tra giugno 2009 e giugno 2010 – dice il rapporto – le imprese femminili sono cresciute del 2,1% (pari a 29.040 unità) a fronte di una crescita negativa (-0,4%) di quelle maschili che hanno perso, nello stesso periodo, 17.072 unità. Tra le imprese guidate da donne, i saldi maggiori si registrano nel Lazio (+6.638 unità), in Lombardia (5.310) e in Campania (3.248).